Sardegna

Vacanza in Sardegna: la costa nord da Alghero a La Maddalena

Un road trip tra spiagge da sogno e  città spagnoleggianti, alla scoperta di usanze antiche e scorci unici che si aprono sulle riviere del Mediterraneo. Ecco l’itinerario della mia vacanza in Sardegna.

Quante volte lo dite che vorreste passare una vacanza in Sardegna, tuffarvi nelle sue acque trasparenti che avete visto sino ad ora solo in fotografia e che per tanto tempo sono sembrate agli occhi della gente solo una prerogativa per i più agiati? Barche a vela di un bianco splendente e avvistamenti VIP a parte, la Sardegna è una meta per tutti gli amanti del mare con il suo clima favorevole e i paesaggi selvaggi che si stagliano beati lungo tutta la costa e nel caratteristico entroterra.

In una posizione geografica strategica, incorniciata da paesi dell’Europa e dell’Africa, la Sardegna spunta regale dalle acque protette del Mar Mediterraneo, offrendo a chi ha la fortuna di visitarla momenti di relax indimenticabili. Organizzare una vacanza qui significa prediligere giornate passate fra le spiagge più rinomate della Sardegna, senza però rinunciare a visite nelle città storiche e ai piaceri enogastronomici.

La mia vacanza in Sardegna è durata una settimana e ha assunto le sembianze di un piacevole road trip alla scoperta delle ricchezze naturali della costa nord dell’isola.

Se state cercando ispirazione per un viaggio in questa regione d’Italia, in questo post trovate le tappe del mio itinerario da Alghero a La Maddalena e il mio racconto di un’avventura tra amici on the road tra città note e paesini nascosti in cui toccare con mano la cultura e le tradizioni locali, senza dimenticare momenti di quiete tra le spiagge più belle della Sardegna.

Tappe della mia vacanza in Sardegna

GIORNO 1 – Capo Caccia e Alghero

Il promontorio di Capo Caccia

La prima tappa di questa vacanza in Sardegna piena di emozioni e bellezza è Capo Caccia, un promontorio di roccia calcarea che impressiona con la sua altezza di 190 metri slm. Dall’alto la vista che si apre è indicibile: il mare è un tappeto color smeraldo circondato da grotte e falesie formatesi milioni di anni fa, dove in passato vivevano le foche monache, mentre il verde vivace della vegetazione incornicia dolcemente il blu donando a questo tratto di costa un’aria ordinata ed elegante.

Ammirate lo spettacolo del mare dai punti panoramici che si incontrano lungo la via principale e lasciatevi accarezzare dalla leggera brezza che risale dal mare con la speranza di incontrare con lo sguardo un grifone in volo. Poi percorrete i 600 gradini scavati nella roccia della Scala del Cabirol per deliziare lo sguardo con nuovi scorci della Riviera del Corallo e dell’affascinante faro di Capo Caccia, e inoltratevi alla scoperta della Grotta di Nettuno e delle altre strabilianti cavità inesplorate, sue millenarie compagne.

In loco sono presenti agenzie turistiche che organizzano bellissime escursioni in barca grazie alle quali, condizioni marine permettendo, si può esplorare in tutta calma la zona. E’ un’ottima occasione per visitare le spiagge più belle e nascoste del promontorio e per ammirare affascinanti formazioni rocciose naturali come stalattiti e stalagmiti dai profili singolari.

Per coloro che amano sbirciare tra i fondali marini, sotto il promontorio di Capo Caccia è possibile contemplare la meravigliosa e profonda Grotta sommersa di Nereo, la più grande del Mediterraneo, e altri paesaggi incredibili abitati dal pregiato corallo rosso e dalle margherite di mare.

Alghero

Nel tardo pomeriggio ci siamo spinti verso Alghero, tappa obbligatoria di ogni vacanza in Sardegna. Elegante e di sublime bellezza, questa cittadella marina è una antica fortezza catalana, nonché immenso contenitore di storia che oggi vive principalmente di turismo.

La prima cosa da fare non appena si arriva in questa piccola Barcellona è costeggiare le fortificazioni della città. Passeggiate lungo i bastioni dedicati ai grandi navigatori per regalarvi momenti magici di fronte a uno dei tanti famosi tramonti infuocati di Alghero che tingono completamente il cielo di bronzo, mentre in sottofondo le onde piccole e ormai stanche del Mediterraneo riempiono con la loro calma melodia il vialone tra porte dipinte e torri, sfumando tra il vociare dei passanti.

Ammirate le centinaia di barche a vela in riposo da Torre della Polveriera o  da Torre Sant’Elmo e concedetevi un aperitivo chic in uno dei locali con terrazza sul porto prima di addentrarvi nelle vie del centro storico.

Il centro di Alghero è un susseguirsi di viette lastricate fitte di negozi di artigianato, chiese ed edifici storici che d’estate prendono vita. Perdetevi fra i negozietti di souvenir di Piazza Civica, il vero cuore commerciale della città, e alzate lo sguardo verso il palazzo De Ferrera in tipico stile gotico catalano, l’ottocentesco Palazzo Serra con tratti barocchi e neoclassici e il Palazzo Bolasco.

Entrate nella magnifica Cattedrale gotica di Santa Maria che domina con il suo campanile alto sui tetti rossi della città e proseguite fino alla piccola e francescana Chiesa di San Francesco, prima di fermarvi ad ammirare la coloratissima cupola della Chiesa di San Michele che spunta fra le case in pietra.

Se amate la cucina di pesce e crostacei, lasciatevi tentare dalle prelibatezze della tradizione culinaria algherese e assaggiate l’aragosta all’algherese, gli spaghetti ai ricci di mare, la paella per poi concludere con un ottimo dolce catalano, il menjar blanc.

GIORNO 2 – Le Bombarde e La Pelosa di Stintino

Spiaggia Le Bombarde

Percorrendo le strade di campagna tra le preistoriche nuraghe che si stagliano indisturbate fra i campi verdeggianti, raggiungiamo le più belle spiagge della Riviera del Corallo. La spiaggia Le Bombarde, a pochi chilometri da Alghero, appare come un paradiso naturale che invita al totale relax con le sue calme acque cristalline che sfumano dal verde al turchese e le sabbie soffici e bianchissime.

Nuotate in questo paesaggio esotico e molto amato dai giovani sardi e fatevi baciare dal sole sulle scogliere color ruggine mentre volgete lo sguardo alle insenature disegnate tra gli spazi boscosi che profumano di pino ed eucalipto.

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Spiaggia La Pelosa

A neanche un’ora di auto, spunta la splendida spiaggia La Pelosa di Stintino protesa delicatamente verso il Parco Nazionale dell’Asinara. Questo tratto di terra è un tesoro dai colori unici da trattare con cura, infatti richiede delle particolari accortezze per la sua natura di spiaggia protetta e un certo rispetto delle regole, fra cui il divieto assoluto di prelevare volontariamente o involontariamente i granelli di sabbia della spiaggia.

Scegliere di visitare questo luogo significa essere pronti ad affollamenti sia in acqua che fuori, ragion per cui per godere di tutta la sua bellezza consiglio di visitarla nel mese di giugno o comunque non in alta stagione.

Passeggiate tra le acque basse e lasciatevi cullare dalle piccole onde che giungono a riva mentre la Torre Aragonese del 1500 dall’isolotto della Pelosetta vi sorveglia con i suoi colori antichi. Potete raggiungerla a nuoto in poco tempo ma ricordate di munirvi di granchietti o simili perché la scogliera è davvero tortuosa.

Tip 1: trovare parcheggio a Stintino in alta stagione è un’impresa. Arrivate molto presto per non rischiare di perdere la giornata.

Tip 2: presso la spiaggia La Pelosa di Stintino è obbligatorio distendersi su stuoie e non sui classici teli. Per chi non ne fosse munito, sulla via principale è possibile acquistarle dai tanti venditori, anche se i prezzi non sono convenienti.

GIORNO 3 – Sorso e Sassari

Sorso

E se è vero che l’anima di un posto si nasconde nei luoghi meno commerciali, durante una vacanza in Sardegna non si può non fare tappa in uno di quei paesini inerpicati tra frutteti e oliveti, appena distanti dal mare e graziosamente affacciati sul Golfo dell’Asinara che restano ancorati al passato mantenendo vive le tradizioni locali.

Ricordo ancora il mio primo esame di antropologia visuale, quando il professore, antropologo appassionatissimo, mi chiese come prima cosa se avessi visto il video girato da lui e ambientato in Sardegna, dove si raccontava la vera vita dei contadini sardi, la lavorazione dei formaggi, la transumanza, tutte cose che mi avevano sorprendentemente affascinato.

I mercati rionali in Sardegna sono occasioni uniche per venire a contatto con la cultura del luogo, e Sorso, nella storica regione della Romangia, ne è un esempio. Non potete non immergervi fra i fitti banchi del mercato del venerdì che ravviva questo paesino di stampo medievale, invadendo le viette di odori intensi e aroma zuccherino di papassini e cozzuli di saba, mentre le urla dei venditori confondono le richieste degli abitanti accalorati.

E fra montagne di formaggi dai sapori più straordinari, salumi, olii e vini pregiati, verdure fresche da accuppare, si scuotono dal torpore le storie di pastori e contadini e si ode un miscuglio di dialetti  gradevolmente incomprensibili.

Sassari

Lasciata Sorso ci dirigiamo verso la città dei Candelieri, Sassari. In questo luogo florido di tradizioni, dove in agosto sfilano in una processione religiosa musicanti e sbandieratori affascinando i turisti, i colori del tramonto indorano le vie e gli edifici, donando un’aria incantevole al centro storico.

Da Piazza d’Italia, che ospita il Palazzo della Provincia e il Palazzo Giordano, penetrate nella parte storica della città che una volta era fortificata e circondata da un cumulo di torri, e proseguite lungo Corso Vittorio Emanuele II per raggiungere Piazza Castello, Palazzo Ducale e altre splendide piazze fino a Via al Rosello.

Addentratevi poi nella parte spirituale di Sassari. Bellissime la Chiesa di Santa Caterina, quella di Santa Maria di Betlem e la Chiesa di San Pietro di Silki.

Ma è il Duomo di San Nicola che catturerà la vostra attenzione. Sorge su un vecchio edificio paleocristiano e si erge in tutto il suo niveo splendore sulla piazza irregolare che lo ospita, con tratti gotici catalani misti a dettagli barocchi che vestono la facciata donando un fascino unico all’edificio religioso principale della città.

Qui gruppi di ragazzi cantano e danzano e si preparano a eseguire le danze caratteristiche con candeliere in occasione della festa della città, mentre i più piccoli seguono curiosi i movimenti con lo sguardo. Un vortice di richiami al passato di grande valore culturale che inondano di gioia le vie.

GIORNO 4 – Castelsardo

Quarta tappa della nostra vacanza in Sardegna on the road è Castelsardo, città a lumachella che si sviluppa dolcemente in altezza su un promontorio di trachite, nonché uno dei borghi più belli d’Italia, accerchiato dal mare blu della Costa Paradiso.

Se volete godervi i panorami mozzafiato, percorrete a piedi la stradina in salita che porta al paese, dove le mura del grandioso Castello di Doria e i bastioni di Manganella si ergono al di sopra delle centinaia di case colorate che si stratificano seguendo il profilo della roccia.

Il borgo, una volta raggiunto, è un sogno ad occhi aperti che fa viaggiare nel passato, con i suoi edifici pastello tipicamente medievali, le chiese, i gradini irregolari ricchi di fiori variopinti, i meravigliosi cesti di vimini che costeggiano i portoni delle dimore.

Quella della cestineria a Castelsardo è un’arte senza tempo che avviene a vista, tra le viette silenziose del borgo, dove vecchine sorridenti danno vita a paneri, setacci e canestri tutti diversi tra loro e unici nel loro genere. Visitate il Museo dell’intreccio Mediterraneo che si trova all’interno del Castello per scoprire un mondo affascinante ancorato a questa tradizione sarda antichissima.

Non perdetevi la Concattedrale di S. Antonio Abate, un edificio dai tratti gotici catalani misti a elementi classici rinascimentali la cui torre campanaria svetta fra le acque azzurre del mare. Il campanile è uno dei monumenti più affascinanti, per via della sua piccola cupola ricoperta di maioliche colorate che ricorda molto le cupole variopinte in stile catalano che popolano le città della Sardegna. Da qui il panorama è davvero da togliere il respiro e la luce delle 18.00 che colpisce i muretti di pietra rende tutto più magico.

Vagate senza meta per ammirare gli storici Palazzo Loggia, Palazzo Doria e Palazzo di Eleonora di Arborea e per catapultarvi nella singolare Chiesa di Santa Maria delle Grazie dove il Cristu Nieddhu, il Cristo Nero di legno scuro, giace  veneratissimo dai castellanesi. E dopo esservi immersi in quest’amosfera antica, fate un salto a Sa pedra pertunta, una roccia che a causa dell’erosione da eventi atmosferici ha assunto la stramba forma di un elefante, e poi ammirate le vicine nuraghe Paddaju e tutte le altre costruzioni tipicamente nuragiche a Tovaru, Calcinaggiu, Fugoi e le zone circostanti.

GIORNO 5 – Santa Teresa Gallura e la Valle della Luna a Capo Testa

Borgo di Santa Teresa Gallura

A un’ora da Castelsardo si incontra Santa Teresa Gallura, un borgo di cinquemila abitanti proteso verso la Corsica e a picco sul mare che in alta stagione è preso d’assalto dai turisti. La sua notorietà è dovuta da un lato allo splendido mare, dall’altro alla presenza del granito che già in passato veniva estratto e trasportato a Roma, cosa che la rende una tappa essenziale per una vacanza in Sardegna.

Fate un giro tra le vie del piccolo centro, tra botteghe di prodotti artigianali sardi e graziose chiese dal profilo essenziale, concedetevi un calice di Vermentino di Gallura e una suppa cuata, la tipica zuppa povera Gallurese con fette di pane raffermo e di pecorino e brodo di pecora, prima di passeggiare fra le barche che ormeggiano nel grazioso ed elegante porto.

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Capo Testa

Ma l’attrazione principale di questo luogo è Capo Testa, dove si apre un paesaggio lunare di rocce di granito delicatamente erose dal maestrale che creano piccole vallate dai dolci pendii che si abbracciano fino ad adagiarsi morbidamente nel mare.

Potete parcheggiare l’auto nel piazzale che si trova di fronte all’accesso e proseguire a piedi fino a raggiungere la terrazza panoramica da cui si apre questo splendido scenario. Dopo aver contemplato la meraviglia del panorama, trovate posto su una roccia isolata per inalare l’aria marina di questo lembo di terraferma incredibile.

Poi guardate a destra per osservare il fascino antico del Faro di Capo Testa e per un attimo vi sembrerà di toccare la Corsica con un dito. E’ proprio uno di quei posti che invita al ritrovo di se stessi e dove il vento è in grado di portar via ogni più avverso pensiero.

GIORNO 6/7 – Palau e La Maddalena

Palau

Ultima tappa del nostro road trip in Sardegna è l’isola La Maddalena. Prima di raggiungerla con uno dei tanti traghetti che partono dalla Gallura, ci inoltriamo nella splendida Palau. Molto vivace e con spiagge incantevoli che hanno ottenuto la Bandiera Blu per acque pulitissime, Palau è un borgo raffinato ricco di negozietti, botteghe ed eleganti dehor che la sera si affollano.

Passeggiate tra i vicoli di questo borgo di pescatori fino a raggiungere il belvedere Baragge da cui La Maddalena e le sue sorelle appaiono in tutta la loro bellezza, e sostate comodamente sulle panchine assolate per osservare le barche a vela spinte dalla forza del vento che caratterizza l’arcipelago. Tra le acque dell’arcipelago della Maddalena gli amanti dello sport possono trovare giovamento, grazie alle forme di turismo attivo che tra kite, surf e vela riempiono di vita le agitate acque smeraldo.

Raggiungete la Roccia dell’Orso per vedere come il vento in questa parte della Sardegna modella curiosamente il granito, e lasciatevi trasportare fra le fortificazioni militari della zona per conoscere la loro organizzazione interna.

La Maddalena: spiagge e città

Dal Porto turistico di Palau ci imbarchiamo per La Maddalena, isola principale dell’arcipelago che porta il suo nome e che è stata una delle scoperte più belle di questa vacanza in Sardegna.

Su quest’isola da sogno si trovano alcune delle spiagge più belle e selvagge della Sardegna, alcune facili da trovare, altre più nascoste a cui si arriva dopo qualche metro di camminata. Se la vicina Costa Smeralda è il luogo perfetto per sfamare la propria voglia di mondanità, La Maddalena è invece il regno della quiete.

Visitate la spiaggia Testa di Polpo, una piscina naturale di acqua cristallina e sabbia bianca abitata dalle stelle marine e piena di rocce levigate dal mare, e la Cala Francese con la sua cava di granito visitabile immersa tra la vegetazione scura della macchia mediterranea e le acque di un turchese incredibile.

Godetevi l’ora del crepuscolo a Punta Tegge, e immergetevi senza pensieri nelle acque verde azzurro delle 19.00 che si fanno spazio fra le insenature dell’arenile. Dopo un aperitivo con vista, appena il sole sta per scomparire all’orizzonte, sedetevi sulle bianche scogliere piatte e levigate e ammirate insieme agli altri turisti in contemplazione i magnifici colori di un tramonto che ricorderete come uno dei migliori della Sardegna.

La sera è un vortice di colori e suoni che animano la città La Maddalena. Questa piccola Parigi è un sogno ad occhi aperti, fatto di riferimenti a personaggi noti e di casette bianche o colorate, di botteghe di souvenir e grandi piazze dalle quali si diramano i vicoli interni e stretti della città.

Perdetevi in questo delizioso luogo pieno di vita e gustatevi una cena tipica sarda da U Campo du Pastori prima di lasciare dietro di voi un ricordo fatto di bellezze naturali e meditazione che vi porterete dentro per sempre.

Tip 1: i traghetti per arrivare alla Maddalena partono da Palau ogni mezz’ora, sia di giorno che di notte, e permettono anche l’imbarco dell’auto (durata traversata: 30 minuti). Le tariffe dipendono dalla stagione in corso e dalle misure dell’auto e i biglietti possono essere acquistati direttamente in loco nell’apposita biglietteria.

Tip 2: per raggiungere le calette meno note è possibile incontrare percorsi più complessi, fatti di rocce e vegetazione, per cui le scarpe da ginnastica potrebbero tornarvi utili.

Tip 3: le correnti presenti nelle zone dell’arcipelago e di Palau sono molto forti; munitevi di crema protettiva +50 per non rischiare di rovinarvi la vacanza.


Un viaggio on the road è una delle scelte migliori se si vuole passare una vacanza in Sardegna. Solo così si può essere liberi di toccare con mano anche le zone meno note e scovare le calette inesplorate.

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