Repubblica Ceca

Terezin, campo di concentramento a un’ora da Praga

Il campo di concentramento di Terezin vicino Praga. Storia, zone da visitare e info utili su uno dei luoghi simbolo dell’Olocausto.

 

La storia che riguarda gli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale mi affascina da sempre. Padri, madri, figli, anziani, anime strappate alla vita, sono i protagonisti di una serie di aneddoti dove umanità e disumanità si scontrano fino a creare un vuoto. Entro quel pezzo di storia noto come Olocausto e fatto di dolore lancinante che non può e non deve essere dimenticato, occupano un posto rilevante i campi di smistamento e di sterminio. Terezin, campo di concentramento a un’ora da Praga, in Repubblica Ceca, è uno dei luoghi in cui sono state attuate alcune delle tragiche azioni frutto dell’odio nazista nei confronti degli ebrei.

E ora, a neanche troppi anni di distanza dall’orrore, Terezin si presenta a noi come un museo a cielo aperto che non si può assolutamente mancare se ci si trova a Praga. L’esperienza della visita può rivelarsi dura e a tratti difficile da portare avanti, ma quello che è accaduto al campo di concentramento di Terezin, e in altri posti come Terezin, è qualcosa che non si assolutamente può ignorare.

Terezin, campo di concentramento a un’ora da Praga: storia

Oggi Terezin (in tedesco Theresienstadt) è un campo di concentramento adibito a museo, ma originariamente era una città-fortezza nata per difendere Praga da possibili attacchi e divisa in due poli.

Costruita alla fine del 1700 e voluta da Giuseppe II d’Asburgo-Lorena che dedicò la sua realizzazione alla madre Teresa, intorno al 1880 la “piccola fortezza” divenne un carcere e ospitò negli anni personaggi quali Gavril Princip, assassino dell’arciduca Francesco Ferdinando nel 1914 (evento noto per aver sancito l’inizio del Primo conflitto mondiale), e vari militari italiani catturati nel corso della guerra.

Fu invece durante la Seconda Guerra Mondiale che la “piccola fortezza” di Terezin divenne un campo di concentramento, o meglio di smistamento. La Gestapo prese il completo controllo della zona e ne fece un punto di ritrovo di ebrei provenienti dalla Cecoslovacchia, dall’Austria e dalla Germania.

L’immagine di propaganda che il Nazismo voleva far passare era quella di una zona di insediamento ebraico da mostrare al mondo come modello. Ma dietro alle studiate messinscene che vedevano gli ebrei vivere gioiosi nel ghetto e partecipare addirittura a spettacoli teatrali in occasione delle visite della Croce Rossa, si nascondeva la folle realtà di un posto che non era altro che il punto di raccoglimento degli ebrei che precedeva le  deportazioni e le operazioni di sterminio.

Già nel 1942 partivano dal campo vagoni carichi di ebrei, tra i quali diplomatici, noti artisti, giuristi, letterati, diretti ai campi di sterminio di Auschwitz e Trebilka. Si parla di almeno 88 mila deportati, di cui solo 3600 sopravvissuti. Altri 33 mila circa invece morirono all’interno del campo stesso per fame o tifo e, per eliminare ogni traccia di questi, venne fatto costruire un forno crematorio nelle vicinanze.

Incredibile l’aspetto umano che emergeva nei vari spazi del campo: i bambini, tantissimi, proseguivano la loro educazione grazie all’impegno degli ebrei adulti, e musica e arte di ogni tipo diveniva l’unico modo per esorcizzare l’oscenità e promulgare speranza.

Terezin, campo di concentramento a un’ora da Praga: cosa visitare

La visita di Terezin è un’esperienza che rimane stampata nella mente di chi ha l’occasione e la fortuna di varcare i suoi luoghi. Sono visitabili le seguenti zone:

  • il museo del Ghetto, ricco di testimonianze e oggetti incredibilmente sopravvissuti, fra cui spiccano i disegni sbiaditi dei tanti bambini e adolescenti ebrei che sono stati i veri protagonisti di Terezin.
  • la Caserma Magdeburg, dove è possibile accedere al teatro usato per le performance e alla ricostruzione del dormitorio, i cui oggetti esposti da soli raccontano la tragica storia del campo. Valigie, abiti, effetti personali di vario tipo sono presenze inquietanti tra le stanze che si susseguono.
  • il cimitero nazionale, prima di arrivare alla “piccola fortezza”, è una distesa ordinata di lapidi grigie adagiate nel verde in compagnia di fiori rossi e sorvegliate da una grande stella di Davide che invita al silenzio e alla riflessione.
  • i forni crematori, inceneritori dall’aspetto terrificante che al solo pensiero di corpi bruciati provocano uno stato di turbamento che induce a scappare.
  • la “fortezza piccola”, l’area a mio parere più toccante. Dall’arco che riporta la famosa scritta “Arbeit macht frei”, ovvero “il lavoro rende liberi”, che accomuna tutti i campi di concentramento voluti dal Nazismo, si penetra nella realtà dei dormitori e delle docce, nell’infermeria e nelle altre zone comuni. Oltre queste, l’area delle esecuzioni e, più avanti, le ville con piscina dei guardiani, motivo di disprezzo per il visitatore.

Passeggiare fra le aree del campo di concentramento significa catapultarsi nel tempo della strage. Fra le stanze grandi e vuote, dove pezzi di legno logoro e muri ammuffiti sono rimasti tali e quali a quelli di un tempo, pare di sentire ancora le voci di tanti ebrei che vi passavano giorni, mesi, spesso anni, pedine ignare di un sistema di potere subdolo e meschino.

Nei meandri dell’inganno, le parole restano bloccate in gola, strozzate da un silenzio agghiacciante che non permette commenti e, anzi, lascia spazio a perdite di sensi e nausee improvvise. È questa la sensazione che si prova visitando gli spazi grigi e svuotati di Terezin, dove alla pallida gioia di sapere un campo vuoto in quanto finalmente libero da perversioni razziste, fa da cornice un’intercapedine in grado di esprimere un senso di inadeguatezza e sgomento che difficilmente si dimentica.


Info utili

Come arrivare

Il campo di concentramento di Terezin si trova a un’ora da Praga (Principova alej 304, 411 55 Terezín, Cechia), 61 km per la precisione, e si può raggiungere in diversi modi:

  • auto (45’)
  • autobus (60’): parte dalla stazione dei treni di Holesovice. Le fermate interessate sono: “Terezin U Pamantniku” e “Terezin aut. Nadr”. Prezzo: max 4 euro a tratta.
  • tour guidato all inclusive con pullman privato (60’)*

Biglietti

I prezzi delle visite variano in base a quello che si decide di vedere e comunque, senza guida, si aggirano attorno ai 6 euro se si vogliono visitare la “piccola fortezza” e il museo del ghetto, e tra i 6 e gli 8 euro se si vuole includere anche la caserma Magdeburg.

Il mio consiglio è quello di visitare il campo di concentramento di Terezin assieme a una guida che possa spiegarvi strada facendo ogni dettaglio che farà certamente la differenza nella qualità della visita.

È possibile rivolgersi alla biglietteria in loco ma, se volete fare le cose fatte bene, vi suggerisco di acquistare uno dei tour completi disponibili* online che, oltre ad essere ben organizzati, includono sia il viaggio andata e ritorno da Praga, sia la visita guidata di circa 5 ore in tutte le zone del campo. I prezzi si aggirano attorno ai 35/40 euro.

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